.
Annunci online

un gruppo di amici... di tutto di più... e di tutto un po' :-D
T9
post pubblicato in Città o campagna?, il 28 aprile 2008


A me piacerebbe fare quattro chiacchiere con l'inventore del T9, un giorno.
Me lo metterei davanti. Gli offrirei un tè. Lui è sicuramente uno che non beve alcolici, lui sarà per forza uno che beve tè e un sacco di caffé.
Gli offrirei dei pasticcini, anche. Aspetterei di vederlo addentare la ciliegia verde della frolla per bloccargli il polso e chiedergli:
- Ma ora, dimmi: come cazzo ti è venuto di mettere 'vi' come prima opzione al posto di 'ti'?
Chi è che non ha mai ricevuto il famigerato sms ottocentesco 'Vi passo a prendere stasera'?

E quando lui tossirà, si ingolferà, si batterà il petto e cercherà di arrivare con quella sua mano pallida alla tazzina di tè, io stringerei ancora di più la morsa e gli chiederei:
- E come cazzo ti è venuto di mettere 'paura' come prima opzione rispetto a 'scusa'?? ... 'Paura, ero senza soldi!'.
Chi è che utilizza la parola 'paura' negli sms? A chi pensavi come utente ideale? A Stephen King? Dimmelo.

A questo punto ingoierei anch'io un pasticcino per ostentare nervosismo.
E perché (sputando briciole di pasticcino) quando scrivo 'tu' mi viene fuori 'tv'? Che prendi, le mazzette dalla Rai?
A questo punto lui cercherebbe di bofonchiare qualcosa. Io lo interromperei bloccandogli anche l'altro polso. Alla mia coinquilina oggi è arrivato un messaggio che diceva:
 'Ti rifaccio gli ampliodoti per il meraviglioso sorriso!'
- Cosa sono gli ampliodoti, testa di minchia? I complimenti???
'Ampliodoti' n-o-n-e-s-i-s-t-e. Il tuo dizionario di merda è pieno di parole che n-o-n-e-s-i-s-t-o-n-o.
A questo punto gli toglierei la tazza davanti, mi alzerei e la metterei nel lavandino. Così, per fare massaia. Con voce ferma gli direi (magari strofinandomi le mani sul grembiule):
- Il mio amico si chiama Savior. Ok, ha un nome di merda, siamo d'accordo. Fatto sta che per colpa del tuo cazzo di T9 lui non si chiama più Savior, che è un brutto nome, si chiama Pathos, che è peggio. Una mia amica si chiama Agnese e x colpa del T9 si è firmata cinese!
E per dirti quante vite hai incasinato: il mio amico Bernardo. Ok, un nome di merda anche quello, siamo d'accordo, infatti è amico di Savior. Bè il caro Bernardo stava tampinando una ragazza. Era riuscito ad avere il numero. Le stava mandando il primo dannato messaggio galante per rompere il dannato ghiaccio. Il messaggio diceva: 'Vi va se stasera andiamo a mangiare qualcosa e poi andiamo a ballare? Vi porto a Testaccio, c'è il mio amico che mette i dischi. Vi riaccompagno a casa io'.
E a parte che sembra scritto da Mozart. Ma a parte. A un certo punto lo spazio era quasi finito, per cui Bernardo non si firmò 'Bernardo', si firmò 'Bern'.
Peccato che il messaggio sia arrivato firmato 'Afro', a sottintendere un individuo con una minchia di due metri intenzionato a concludere degnamente la serata sul divano.
Ovviamente la ragazza in questione non si è mai più fatta viva, e Afro si è fatto un anno di pippe.

A questo punto mi risiederei e lo fisserei negli occhi.
Uno scrive aiuto. E fin qui. Poi gli diventa aiutò. E fin qui. Poi diventa bitum. Sì, esatto, bitum. Intendi bitume? Sì, intendi bitume. E allora se conosci la fottuta parola bitume, perché non mi prendi 'merda'?? Secondo te c'è più gente al mondo che scrive 'merda' o che scrive 'bitume'!?
Perché? Non? Vai? Da? Un? Buon? Psicologo?
Dovresti smettere di fare questo lavoro. Dovresti fare un lavoro che più ti si confà. E a questo punto lo porterei al lavandino e gli farei lavare la tazzina.



permalink | inviato da frenk808 il 28/4/2008 alle 11:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
25 aprile... La Liberazione (da www.kaddo.ilcannocchiale.it)
post pubblicato in Diario, il 25 aprile 2008


Ciao Ragazzi,

oggi è la Festa di tutti noi italiani, la festa che ci ricorda che la libertà va conquistata col sangue....

che ci ricorda che le nostre menti devono essere libere...

che, nonostante molti la abiurano, è la data fondante della nostra identità nazionale...

che ci parla degli eroi, i Partigiani...

agli eroi di oggi, silenziosi, che muoiono ogni giorno lavorando, dedico questa canzone dall'ultimo album di CapaRezza...

auguri a tutti e... un augurio di Vita Piena!!!


Eroe da “Le dimensioni del mio caos”


[STR 1]

Piacere / Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il Muratore e mi spacco le nocche
da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un Chopper
invece io passo la notte in un Bar Karaoke
se vuoi mi trovi lì / tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio Sangue
un soggetto perfetto per Brahm Stoker
TU
che ne sai della vita degli Operai
io stringo sulle spese / Goodbye Macellai
non ho salvadanai da Sceicco del Dubhai
mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a Snai
io sono il pane per gli usurai ma li respingo
non faccio l’Al Pacino / non mi faccio di Pachinko
non gratto / non vinco / non trinco / nelle sale Bingo
man mano mi convinco

[RIT]

che io sono un Eroe
perchè lotto tutte le ore
sono un Eroe
perchè combatto per la pensione
sono un Eroe
perhcè proteggo i miei cari / dalle mani dei Sicari / dei cravattari
sono un Eroe
perchè sopravvivo al mestiere
sono un Eroe
straordinario tutte le sere
sono un Eroe
E te lo faccio vedere
ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere

[STR 2]

Stipendio dimezzato / o vengo licenziato
a qualunque età io sono già fuori mercato
fossi un ex SS novantatreenne / lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera
bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde / vado in bianco / ed il mio conto è in Rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera ?
SU
vai / a vedere nella galera / quanti precari / sono passati ai mal’affari
quando t’affami / ti fai / nemici vari
se non ti chiami Savoia scorda i Domiciliari
finisci nelle mani di strozzini / ti cibi
di ciò che trovi se ti ostini a frugare i cestini
ne l’Uomo ragno ne Rocky ne Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei Bambini

[RIT]

[STR 3]

Per far denaro ci sono più modi / potrei darmi alle frodi
e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
c’è chi ha mollato il Conservatorio per Montecitorio
lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
io vado avanti e mi si offusca la mente
sto per impazzire come dentro un Call Center
vivo nella camera 237 / ma non farò la mia famiglia a fette
perchè sono un Eroe


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. 25 Aprile CapaRezza morti "bianche"

permalink | inviato da kaddo il 25/4/2008 alle 7:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Poesie politiche di Pablo Neruda
post pubblicato in Poesia, il 23 aprile 2008


 Salve ragazzi,
con lo spirito dell'italiano all'estero, vi mando due poesie di un grande della poesia sudamericana: Pablo Neruda



Il popolo
 

Portava il popolo le sue bandiere rosse
e tra la gente sulle pietre che calcava
io mi trovai, nel giorno strepitoso
e sulle alte canzoni della lotta.
Vidi passo a passo le sue conquiste.
Sola strada era la resistenza,
mentre isolati eran brani rotti
d'una stella, senza bocca né spicco.
Così nell'unità fatta in silenzio
erano il fuoco, il canto invincibile,
il lento passo umano sulla terra,
trasformato in profondità e battaglie.
Erano dignità che combatteva
gli antichi soprusi, e risvegliava
a sistema l'ordine delle vite,
che bussavano alle porte per prender posto
nella sala principale con le bandiere.

 

 

Inno e Ritorno
Patria, patria mia, a te rendo il mio sangue.
Ma t'imploro, come implora la madre al figlio pieno di pianto.
Accogli questa cieca chitarra
e questa fronte sperduta.Partii a cercarti figli sulla terra,
partii a soccorrere caduti col tuo nome di neve,
partii a costruire una casa col tuo legno puro,
partii a recare la tua stella agli eroi feriti.

Adesso voglio dormire nella tua sostanza.
Dammi la tua chiara notte di corde penetranti,
la tua notte di nave, la tua stellata statura.

Patria mia: voglio cambiare d'ombra.
Patria mia: voglio mutre di rosa.
Voglio allacciare il braccio alla tua esile vita
e sedermi sulle tue pietre calcinate dal mare,
per fermare il grano e osservarlo all'interno.
Io sceglierò la sottile flora del nitrato,
filerò lo stame glaciale della campana,
e guardando alla tua illustre e solitaria spuma
un ramo litorale tesserò alla tua bellezza.

Patria, patria mia,
tutta accerchiata d'acqua combattente
e di neve combattuta,
in te s'unisce l'aquila allo zolfo,
e nella tua antartica mano d'ermellino e zaffiro
una goccia di pura luce umana
risplende e incendia il cielo nemco.
Serba la tua luce, oh patria, mantieni
la tua tenace spiga di speranza
in mezzo alla paurosa aria cieca.
Nella tua remota terra è caduta tutta quest'ardua luce,
questa fatilità degli uomini,
che ti spinge a difendere un fiore misterioso,
solo, nell'immensità dell'America addormentata.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Pablo Neruda poesie politiche

permalink | inviato da kaddo il 23/4/2008 alle 9:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
meno male che Silvio c'è (da www.kaddo.ilcannocchiale.it)
post pubblicato in Politica, il 19 aprile 2008


Eccolo,

il primo incontro da neo-nominato-eletto(?)-Presidente del Consiglio sarà stato con una grande personalità, giusto?
Ma quale?
Un premio Nobel?
Un presidente di uno dei Paesi dell'UE?
Il segretario del CoE?
L'Alto Rappresentante dei Diritti Umani dell'ONU?

No!!!

Il democratico neo-nominato-eletto(?)-Presidente del Consiglio (russo) Vladimir Putin...
Gemelli-diversi soprattutto per l'amore viscerale verso i giornalisti...
e ad una domanda scomoda di una giornalista russa sull'eventuale divorzio di Putin, l'amico Silvio-Cainano-Psiconano cosa fa?
Mima una mitragliettta!!! Immaginava questo nella sua testa...



(foto di Roberto Corradi)

Peccato che "in Russia negli ultimi dieci anni sono morti più di duecento
giornalisti e che non si sono mai ritrovati gli assassini" (da
Repubblica)

Forza Silvio... Chi ben comincia...



Coraggio... e un augurio di Vita Piena


AGGIORNAMENTO DEL 20-04-2008

Sembra che l'"indiscreta" giornalista russa avesse buoni motivi per piangere:
l'editore del giornale Moskovski Korrespondent, Grigori Nekhoroshev, è stato costretto a rassegnare le dimissioni ed il giornale è stato chiuso.
La notizia è tratta dal Sunday Times del 20/04/08.

Naturalmente i media italiani non ne parlano...



LA SINISTRA K.O.
post pubblicato in Politica, il 18 aprile 2008


 

La Sinistra ha perso, ha perso pesantemente su tutta la linea.
Naturalmente quando parlo di sinistra parlo della Sinistra arcobaleno, non del PD che di sinistra ha ormai solo lontani ricordi che tuttavia cerca disperatamente di cancellare dalla mente sostituendo ai vecchi valori ed ideali improbabili valori "moderni" e postideologici come il libero mercato e l'equidistanza impresa-lavoratore!
La Sinistra arcobaleno ha pagato più di tutti la terribile prova di governo, ha poi pagato il "pedaggio" del voto utile, ma soprattutto ha perso per l'incapacità di proporsi come alternativa, con un idea e un programma forte, innovatore, ma nello stesso tempo fedele alla storia del movimento.
La disfatta è avvenuta per una serie di fattori congiunti dunque, ma con una preminenza dell'incapacità stessa della Sinistra arcobaleno di far presa nell'elettorato, non solo su quello che votava per altri partiti, ma anche sul suo elettorato che giustamente le ha voltato le spalle.
Non si può certo dare la colpa al PD del fallimento del progetto della Sinistra arcobaleno in quanto il progetto di quel calderone formato da “bigotti e ipocriti finti cattolici” e laici, da imprenditori e operai, da evasori fiscali e da chi li combatte, da neoliberisti e da chi ancora si sente socialista, è fallito completamente.
Veltroni non è riuscito ha prendere in giro gli italiani spacciandosi per il nuovo, non è riuscito nemmeno a convincere i suoi elettori. Quello che Veltroni chiama nuovo non è altro che la fine della mutazione genetica di quello che era il Pci e che oggi fa finta di non ricordare nemmeno cosa fosse e cosa rappresentava. Veltroni parla di lasciare alle spalle l'ideologia e sbaglia pesantemente ed infatti è stato non solo battuto ma schiacciato. Lasciandosi alle spalle le lotte per un Paese con una maggiore giustizia sociale (questo era il riformismo, non certo quello che ora è il PD che oramai non è altro che un partito CONSERVATORE) e facendo a gara con Berlusconi per chi offriva di più (1000 euro ai precari, no 1100!! castrazione chimica per i pedofili! w la castrazione). Insomma con l'ideologia Veltroni ha perso l'anima e non trovandone un’altra ha pensato bene di scopiazzare il programma di Berlusconi condendolo con qualche spruzzata di profumo progressista.
Gli italiani però trovandosi di fronte due programmi simili hanno optato per il candidato più forte, proprio come è successo negli Stati Uniti con il duello Kerry-Bush.
I leader del PD nelle loro più pessimiste previsioni si aspettavano che il PD arrivasse come minimo al 35% e invece non è arrivato nemmeno a questo magro risultato, perdendo oltretutto voti rispetto alla forza dei vari partiti che lo compongono e nonostante il discorso del voto utile. Insomma un disastro, e Veltroni cosa fa? Resta aggrappato alla poltrona,, proprio lui Walter l'americano che distribuiva in tutti i suoi comizi in giro per l'Italia cartoncini con la scritta "Si può fare". Dovrebbe cambiare lo slogan in "Si può restare". Dagli Stati Uniti non ha recepito uno dei pochi insegnamenti validi, un leader sconfitto fa spazio ad altri. Chissà se fra cinque anni si ripresenterà ancora come il nuovo, dovrà in ogni caso scrollarsi un po’ di polvere dalle spalle.
In ogni caso, molte centinaia di migliaia di preferenze degli elettori della Sinistra sono andate al PD nell'ottica del voto utile, questo è un fatto che ci si voglia credere o no. Personalmente ne conosco molti che hanno deciso di votare PD sperando di fermare Berlusconi. Molte altre preferenze sono andate all'Italia dei Valori e alla Lega (partiti con un’ideologia forte anche se destroide) .
Molti di questi sono voti di protesta verso l'incapacità dimostrata dal governo Prodi a realizzare quello che c'era scritto nel programma dell'Unione. Il programma non è stato realizzato non per colpa della Sinistra, ma per colpa dei Teodem della Margherita a dai sudditi degli americani presenti tra le file di DS e Margherita e ciliegina sulla torta a causa di Padoa Schioppa.
La sinistra è stata troppo accondiscendente (riconferma missioni, aumento spesa militare, no ai Pacs, no alla redistribuzione, via libera alle basi USA, no soluzione conflitto d'interessi, precarietà ecc.), doveva far cadere ben prima il governo Prodi. Ma questo errore lo ha pagato in queste elezioni, dove la perdita di credibilità ha portato tanti suoi ex-elettori a finire nella trappola del voto utile, ad astenersi o a fare scelte cariche di significato come il voto per piccolissime formazioni comuniste con un programma veramente alternativo.
E' per questo che la Sinistra arcobaleno è stata cacciata fuori dal Parlamento, ha perso di vista la sua base sociale, è stata sconfitta soprattutto culturalmente. Di fronte allo sbraitare della Lega e dei fascisti non ha saputo rispondere adeguatamente e si è fatta mettere all’angolo, non ha detto la verità e cioè che per quanto si possa fare gli immigrati irregolari aumenteranno e che le condizioni economiche ed ambientali peggioreranno sempre più perché siamo condannati all’estinzione se non modifichiamo profondamente il nostro sistema economico. Non ha saputo dimostarsi convinta delle sue ragioni e della sua ideologia che è tutt1altro fuori moda o novecentesca, è più che mai attuale, terribilmente direi. Di fronte alle paure vere o supposte della popolazione italiana bombardata letteralmente dai media (tutti nelle mani di un moderno dittatore) non ha saputo reagire, reagire culturalmente interagendo con la gente, spiegando le cose per come sono realmente.
La Sinistra arcobaleno ha fatto molti errori e per questo è stata distrutta, ora spero che abbia imparato da tutti questi sbagli e i partiti che hanno ancora il coraggio di chiamarsi comunisti si tirino su le maniche, ripartendo con un grande ricambio della classe dirigente, vecchia e miope in modo tale che dei giovani promettenti (e ce ne sono) prendano in mano le redini di un nuovo inizio.
C’è tanto bisogno di Sinistra e di una Sinistra vera e sincera con il suo elettorato, non è detto che rimanere fuori dal Parlamento e dal teatrino della politica sia un male, anzi, per certi versi è un’opportunità per riprendere a parlare con la gente, per ascoltare le aspettative di tante a tanti che sognano e pretendono un mondo più giusto e più rispettoso della natura, nello stesso tempo si deve impegnare a non tradire queste speranze e a portarle avanti con determinazione.

Buon lavoro a tutti!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sinistra elezioni

permalink | inviato da Malatesta85 il 18/4/2008 alle 22:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Chi l'avrebbe mai detto?!?
post pubblicato in Politica, il 16 aprile 2008


L'unica cosa prevedibile di queste elezioni era la vittoria di Berlusconi. Tutto, ma proprio tutto il resto è stata una grande sorpresa.
Ha sorpreso la netta maggioranza conquistata dalla coalizione di centrodestra, sia alla Camera dei Deputati che (soprattutto) al Senato della Repubblica.
Ha sorpreso il vastissimo consenso riscosso dalla Lega Nord, attestata all'8% su base nazionale, con punte del 25-30% in Veneto e Lombardia.
Ha sorpreso il flop del Partito Democratico, che con il 33% delle preferenze ha dimostrato di non essere stato davvero credibile per l'immaginario collettivo.
Ha stupito il buonissimo risultato di Di Pietro che, in coalizione con il PD, ha raddoppiato i suoi consensi: evidentemente molti elettori, sapendo che il loro voto avrebbe comunque appoggiato la candidatura di Veltroni a Presidente del Consiglio, hanno preferito le istanze "giustizialiste" a candidature discutibili (una su tutte quella di Calearo in Veneto).
Ma più di tutto ha stupito la cancellazione totale nelle aule parlamentari della sinistra. Mentre ciò era piuttosto prevedibile per il Senato (in cui la soglia di sbarramento è dell'8%, quindi la tentazione del "voto utile" era davvero forte), non lo era assolutamente per la Camera, dove la soglia di sbarramento è del 4%. Tutti i sondaggi davano la Sinistra intorno all'8% - che di per sè sarebbe già stato un grosso calo rispetto alle precedenti elezioni politiche - e invece il risultato finale parla chiaro: 3%, fuori.
Grossa perdita per la democrazia italiana, lo hanno riconosciuto addirittura alcuni esponenti del PdL. 
Le cause di questa disfatta si possono sostanzialmente ricondurre a quattro elementi: primo, la delusione di molti elettori della Sinistra dovuta all'esperienza del Governo Prodi, che li ha spinti all'astensionismo. Forse un po' più di ragionevolezza e di pragmatismo potrebbero suggerire loro che non è stata tutta responsabilità della Sinistra se alcuni provvedimenti-chiave non sono stati adottati, e che l'alternativa era - anzi è - Berlusconi (mi chiedo se ora sono più soddisfatti).
Secondo: la Sinistra non ha saputo cogliere le esigenze vere della gente, e non ha saputo parlare ai più giovani. Ne sia la prova che parte del suo elettorato stavolta si è rivolto alla Lega Nord. A titolo esemplificativo, i problemi legati all'immigrazione, in tempo di "vacche magre" e di globalizzazione, non vanno affrontati con la difesa pregiudiziale in toto degli immigrati: servono regole precise e sicure: non certo l'indulto.
Terzo: la frammentazione. A sinistra del Partito democratico si sono presentati La Sinistra l'Arcobaleno, il Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Critica e Alternativa Comunista. Insieme avrebbero superato il 4% e oggi ci sarebbe una (si badi bene, UNA) Sinistra in Parlamento. Ci si divide a sinistra, ma in nome di che cosa?
Quarto: la campagna "utilitarista" del PD. L'incitamento ad un voto utile ha in realtà portato ad un voto doppiamente disutile: se il voto al PD doveva servire a battere Berlusconi, ha fallito, e miseramente; inoltre ha contribuito decisivamente alla cancellazione della sinistra, andando a pescare voti proprio da questa e non dal centro. Siamo alla situazione in cui potenzialmente la Binetti potrebbe sedersi in quello che era fino a tre mesi fa era il posto di Diliberto.
Che strano sarà il prossimo parlamento.



permalink | inviato da frenk808 il 16/4/2008 alle 21:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Risultato sconfortante...(no comment)
post pubblicato in Politica, il 15 aprile 2008



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Elezioni Politiche 2008

permalink | inviato da kaddo il 15/4/2008 alle 9:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Da www.beppegrillo.it
post pubblicato in Politica, il 11 aprile 2008


Amici, inserisco un articolo - pubblicato da Beppe Grillo nel suo blog - che dà bene l'idea di quale sia il mio stato d'animo "politico" a due giorni dal voto.

Il meno peggio è figlio del peggio. E’ una sua creatura. Senza il peggio non potrebbe esistere il meno peggio. Il peggio è il punto di riferimento dell’italiano, gli serve da orientamento. L’italiano cerca sempre di migliorare rispetto al peggio, il meno peggio è un salto di qualità. L’italiano sceglie il dentista meno peggio, legge il giornale meno peggio, ascolta la trasmissione televisiva meno peggio, lavora per la società meno peggio, vota per il partito meno peggio, si fa operare nell’ospedale meno peggio, mangia nel ristorante meno peggio, guida per la strada meno peggio, telefona con la compagnia meno peggio, respira l’aria meno peggio, abita nell’appartamento meno peggio, usa il notaio meno peggio, si fa seppellire dalle pompe funebri meno peggio nella tomba meno peggio.
Il peggio è il miglior alibi dei meno peggio. Piuttosto del peggio è sempre meglio il meno peggio. Meglio dell’Alitalia, di Testa d’Asfalto, della Telecom Italia, della RAI può fare chiunque. Senza il peggio chi avrebbe votato D’Alema, viaggiato Air One, ascoltato Rete 4 o telefonato con Wind? Però… c’è un però: perché si deve scegliere tra il peggio e il meno peggio? Perché questo ricatto? Io non voglio una vita meno peggio. La pretendo normale, anzi la voglio bella, ottima, eccellente. Forse non ci riuscirò, ma devo, ho l’obbligo, di provarci.
Il meno peggio ci ha portato l’indulto, l’inciucio, i condannati in Parlamento, gli inceneritori, la Campania-Chernobyl, Mastella ministro della Giustizia, un debito pubblico di 1630 miliardi di euro, la crescita economica più bassa d’Europa, il precariato, l’informazione imbavagliata, una legge elettorale incostituzionale, la Forleo e De Magistris trattati come dei criminali. Tutto figlio del meno peggio. Il peggio e il meno peggio sono come due fratelli siamesi. Inseparabili dalla nascita. Se uno muore, l’altro lo segue subito.
Il miglior elettore dello psiconano è stata la sinistra di D’AlemaViolanteFassinoLaTorre e di Topo Gigio che, novello leader, lo invita pubblicamente a definire insieme la nuova legge elettorale escludendo gli alleati di Governo. Il miglior elettore dei diessini-diossini, ora pidini, è Testa d’Asfalto. Senza di lui come potrebbero giustificare la loro esistenza? E’ da 15 anni che il peggio è il loro cavallo di battaglia. 15 anni di continuo sprofondare dell’Italia, di decisioni mai prese contro il peggio. Ma cosa potevamo aspettarci di diverso? Peggio o meno peggio, sempre peggio è.



permalink | inviato da frenk808 il 11/4/2008 alle 11:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Giù le mani dalla resistenza
post pubblicato in Politica, il 9 aprile 2008


Ieri la campagna elettorale sembra essere entrata davvero nel vivo, pare cioè che tutto il fair play che ha caratterizzato questi due mesi di (presunti) dibattiti sia d'un tratto svanito.
Una delle "uscite" che ha destato scalpore è stata la dichiarazione del senatore Marcello Dell'Utri, secondo il quale, in caso di vittoria del PdL, i libri di storia saranno revisionati. I motivi? I testi sarebbero "ancora oggi condizionati dalla retorica della resistenza" ; inoltre "la Sinistra ha ancora in mano le università e le case editrici. È anche un luogo comune che la cultura sia a sinistra, ma non tanto poi comune se si considera come stanno le cose. Sono dappertutto e impediscono che ci possano essere delle novità che non arrivino dalla loro parte". Certo che se io fossi un esponente del centrodestra mi guarderei bene dal sottolineare che la cultura sia a sinistra. Ma non è tutto, perché c'è anche da dire che "gli storici di sinistra hanno ignorato l'olocausto dei gay avvenuto durante la seconda guerra mondiale" (cfr. 
http://www.corriere.it/politica/08_aprile_08/dellutri_storia_resistenza_959d1b0a-0578-11dd-8738-00144f486ba6.shtml ). Lasciate che mi soffermi solo sulla resistenza (le altre tesi del senatore le lascio al vostro buonsenso).
Parlo della resistenza perché è un argomento sul quale recentemente si è riaperto il dibattito: partigiani buoni, partigiani cattivi, tutto merito degli alleati etc.
La mia sensazioone è che questo dibattito sia l'ennesima conferma - qualora ce ne fosse stato ancora bisogno - di una sorta di "cecità" tutta italiana. Mi spiego.
Non sono esperto dei dibattiti che avvengono negli altri Paesi ma, leggendo un po' di stampa internazionale, ho la sensazione che solo in Germania ci siano ancora dibattiti relativi alla seconda guerra mondiale, mentre nel resto del mondo l'argomento sia ormai dato per "acquisito". Anzi, ciò che all'estero fa notizia è proprio il fatto che in Italia si stia ancora a discutere (anche in modi piuttosto accesi, lo abbiamo visto: ne è un esempio il libro di Pansa) di una memoria ancora molto divisa.
Parlavo prima di cecità. Ho usato questo termine perché trovo assurdo il fatto che non si vogliano vedere le cose come effettivamente sono, da una parte politica e dall'altra. Possibile che non riusciamo - o non vogliamo - accorgerci che la teoria del bene assoluto o del male assoluto è pressoché utopica? Vogliamo davvero pensare che i partigiani fossero tutti buoni o tutti cattivi? Quando si arriverà a dire che sicuramente una parte dei partigiani ha commesso delle atrocità? E quando si arriverà a dire che ciò nonostante i partigiani hanno avuto un ruolo fondamentale nella liberazione dell'Italia? Quando si smetterà di ritenere il valore della resistenza - perché è e dev'essere un valore - appartenente ad una sola parte politica, e diventerà invece un valore nazionale davvero condiviso (denunciando i soprusi che in nome di questo sono stati commessi)?
La proposta di cambiare i testi scolastici è il tentativo (per ora solo dichiarato) non di voler fare chiarezza in ciò che è realmente successo, ma di creare piuttosto altra confusione mescolando ulteriormente le carte, con l'obiettivo di screditare coloro i quali ci hanno permesso di poter scrivere liberamente queste parole oggi. 
E' proprio per questo che sono il primo a denunciare tutti quei fatti orribili commessi da certi partigiani; ma è sempre per questo che sarò eternamente grato a tutte quelle persone che, in nome di ideali che oggi stentiamo a ricordare, hanno rischiato (e troppe volte sacrificato) la loro vita per dare a NOI la possibilità di vivere in un tempo di pace, un tempo in cui possiamo esprimere liberamente le nostre idee, anche quando queste mirano a screditare proprio loro, i partigiani.
Ma QUI, amici, dobbiamo entrare in gioco noi: per questo dico GIU' LE MANI DALLA RESISTENZA!



permalink | inviato da frenk808 il 9/4/2008 alle 8:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Brusco atterraggio!
post pubblicato in Politica, il 6 aprile 2008


Molti esponenti politici del centrodestra si affannano a ripetere in questi giorni nei quali la campagna elettorale è entrata nel vivo che la questione Alitalia è indubbiamente ed indissolubilmente legata a quella dell'aeroporto di Malpensa.
Edificata alla metà degli anni novanta ed inaugurata nel 1998, Malpensa è apparsa fin da subito la classica cattedrale nel deserto in quanto l'ubicazione scelta risultava scomoda e poco accessibile se comparata all'aeroporto di Linate, più vicino a Milano ed adeguatamente collegato alla città.
Le spese per la sua costruzione e per una serie di infrastrutture minime di supporto hanno raggiunto l'esorbitante cifra di circa 20 miliardi di euro (come sempre l'Italia riesce a spendere almeno il doppio di quanto fanno gli altri paesi). Si può tranquillamente affermare che sono stati soldi pubblici utilizzati per un investimento importante che avrebbe portato Milano ad avere un grande scalo internazionale ed il vettore di riferimento di questo, cioè Alitalia, a realizzare un volume d'affari e uno sviluppo notevoli.
Solamente che le cose non sono andate esattamente così, anzi purtroppo le scelte compiute dalla nostra deludente, incompetente ed inadeguata classe dirigente non hanno fatto altro che strozzare le potenzialità del nuovo scalo e della "compagnia di bandiera”.
In primo luogo le infrastrutture necessarie a garantire un più agevole e comodo accesso non sono state realizzate. Solo pochi giorni fa, dopo 10 anni è stata inaugurata dal ministro Di Pietro, una nuova arteria stradale che doveva essere già funzionante parecchi anni fa.
In secondo luogo i trasporti pubblici sono risultati insufficienti e quindi inadeguati, costringendo così molti viaggiatori a dover utilizzare taxi che come sappiamo in Italia detengono il primato per quanto riguarda le tariffe in tutta Europa (Da Milano a Malpensa il costo della corsa si aggira intorno ai 70-80 euro).
In terzo luogo non è stato attuato il depotenziamento di Linate che era stato pianificato in modo da consentire il contemporaneo aumento di traffico aereo per Malpensa che sarebbe così effettivamente diventato il principale scalo aeroportuale della città, come era previsto dall’obiettivo Malpensa 2000.
In quarto luogo Alitalia ha perso l’opportunità di unirsi ad un altro importante vettore come l’olandese KLM che avrebbe permesso il potenziamento della flotta aerea e di conseguenza una più forte presenza nel mercato aereo. Alla fine come sappiamo KLM ha preferito pagare una forte penale di 150 milioni di euro pur di slegarsi da Alitalia.. I francesi sono stati più intelligenti di noi ed hanno appoggiato il matrimonio tra Airfrance e KLM.
La responsabilità si devono addebitare principalmente all’immobilismo del governo allora in carica e all’ingordigia della classe politica Lombarda che credeva di poter mantenere due scali internazionali, questa miscela ha condannato Alitalia ad un rapido declino in quanto essa doveva competere su ben tre scali (Malpensa, Linate e Fiumicino) moltiplicando quindi per 3 i costi di gestione.
Infine il colpo di grazia alla già malata compagnia di bandiera è venuta dal calo del volume di traffico aereo a seguito degli attentati al World Trade Center del 9 settembre 2001.
Alle responsabilità della politica si sono aggiunte quelle che fanno capo alla pessima (per non dire scellerata) gestione dei vari amministratori delegati che si sono succeduti in questi ultimi anni, preoccupati di contenere i costi del lavoro (che sono tra i più bassi anche se la produttività è tra le più alte) ed hanno oltretutto eliminato rotte intercontinentali (ad esempio per la Cina) e nazionali (es: Cagliari) importanti ed oserei dire fondamentali, per concentrarsi sui voli di medio raggio dove Alitalia non aveva alcuna possibilità di competere. Bene questi signori, che hanno contribuito ad aggravare le difficoltà di Alitalia, hanno ricevuto in cambio del cattivo lavoro svolto stipendi sempre più esosi, per non parlare delle liquidazioni, una vera presa in giro per che ogni giorno lavora non arriva a fine mese. L'ultimo amministratore delegato ha ricevuto come premio per la sua favolosa gestione una liquidazione corrispondente a mille anni di lavoro di operaio! Una cosa inammissibile per un Paese civile e soprattutto su una repubblica fondata sul lavoro!
Oggi in piena campagna elettorale la crisi di Alitalia torna alla ribalta, strumentalizzata da un signore che invece di assumersi la responsabilità che gli compete (per 5 anni è stato alla guida del Paese e non ha fatto nulla per risolvere i problemi di Alitalia), non fa altro che imputare all’ultimo governo la crisi di Alitalia e a turbare le trattative in corso tra questa ed Airfrance preannunciando fantasmagoriche cordate di imprenditori italiani pronti ad accorrere come un sol uomo per salvare Alitalia. Questi misteriosi imprenditori fino ad oggi stanno ben nascosti (che siano alieni?) o come è più probabile, non esistono.
Ebbene le delicate trattative tra sindacati ed Airfrance ora in corso per cercare di salvare quanti più posti di lavoro possibili non devono essere intralciate da speculazioni politica di tal fattura. Per di più vorrei sottolineare il fatto che la forza contrattuale dei sindacati, con Alitalia sull’orlo del baratro del commissariamento e della bancarotta è minima, e non possono in ogni caso permettersi di lasciarsi sfuggire la salvezza di migliaia di posti di lavoro. Giunti a questo punto dei sacrifici sono indispensabili ed ineluttabili, mi piacerebbe solo che chi ha la responsabilità (e sono in molti ad averla: dal centro-sinistra al centro-destra, sia a livello nazionale che regionale e locale) si assuma le proprie responsabilità e si adoperi per ricollocare e garantire un domani alle vittime della propria incapacità ed arroganza.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. alitalia airfrance malpensa

permalink | inviato da Malatesta85 il 6/4/2008 alle 12:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Sfoglia marzo   <<  1 | 2  >>   maggio
calendario
adv